
All songs written by
Michele Anelli
THE
GROOVERS
Anelli Michele
Voce,
arpa, chitarra acustica, chitarra elettrica
Montanari Paolo
Fisarmonica
e tastiera
Evasio Mauro
bass acustic guitar
Antonio Guida
drums
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L'urgenza di fissare un nuovo punto d'arrivo, ma anche la voglia
di tornare a suonare come una vera rock 'n' roll band , sono le
ragioni che a poco più di un anno dall'uscita di "That's all folks
!!" spingono Michele Anelli al ritorno in un studio di registrazione.
Il progetto è un mini cd, e con lui c'è la band che ha dato vita
al tour seguente al disco del 2000, perciò Paolo Montanari alle
tastiere, Evasio Muraro al basso, Antonio Guida alla batteria. Si
riparte da qui, in quattro , dalla formazione dei Groovers più risicata.
"Do you remember the working class ?" è un distillato di storia
della band, che riparte da quattro pezzi inediti e sorvola il passato
con la rilettura di un pezzo per ciascuno dei quattro dischi del
gruppo. "That's all folks !!" e i concerti che ne sono seguiti ricostituiscono
una band che non era più tale (volutamente del resto) dalla fine
del tour di "September rain". Questo mini riparte da più parti,
dal concetto del lavoro (il disco dell'anno scorso era dedicato
a tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro) richiamato nel
titolo e molto più marcatamente nei testi. Dalle soluzioni musicali
inevitabilmente condizionate dall'esperienza di una nuova band e
dalle sonorità di un disco stilisticamente innovativo come il precedente.
Dalla rilettura, consentitemelo, a questo punto necessaria, di una
storia lunga più di un decennio e infine dalla "voglia fisica" di
tornare a fare un disco elettrico. Il risultato svela le gemme che
questa nuova Primavera dei Groovers è pronta a regalarci. Canzoni
fresche e rotonde con "Ballad" che raggiunge il pathos della canzone
perfetta, che parlano rabbiosamente di lavoro, di promesse non mantenute,
di miraggi futili. Che trasmettono però speranza attraverso frasi
come "Da qualche parte in qualche modo tu sarai libero" il concetto
del testo di "Ballad", oppure "Io sono più di questo lavoro" in
"More than this job" o ancora "Combatti contro la voglia di lasciare
perdere tutto" tra le parole di "Darkness in El Dorado". Le riletture
dei vecchi brani sono il tiro spostato verso l'alto, una sfida pericolosa
ma necessaria a ricollocare un passato che non va dimenticato, soprattutto
oggi. Perché non è un caso se "Sad town" che inizia con la frase
"Mio padre è senza lavoro e parla dei vecchi tempi….." è riletta
per questo disco, come non lo è nemmeno "Where my daddy is ?" che
si apre con "Mia madre lavora giù all'angolo……" oppure come "Something
burnin' che ha il testo più violento e senza speranza che Anelli
abbia mai scritto nella sua carriera. E questa parola "LAVORO" che
torna ossessivamente, che è tema centrale, ma anche ferita e vuoto
(politico e culturale), diventa per Anelli il punto di collegamento
fra la sua idea di rock, la sua cultura e le sue passioni. Questo
punto è oggi uno snodo cruciale da dove passa la musica di una delle
poche realtà italiane che sappia ancora dare un senso al connubio
tra rock e impegno sociale.
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